Claudio Arzani, cantore di pace, racconta la storia del libro poetico pargol del cor, "E' severamente proibito servirsi della toilette durante le fermate in stazione", edito in Piacenza da Vicolo del Pavone, settembre 2005

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Blogger: claudioarzani
Nome: Claudio Arzani
14 febbraio 1954, bassa pianura emiliana, Fiorenzuola d'Arda, quell'era le debut. Oggi vivo e lavoro a Piacenza. Giornalista pubblicista, il destino ha voluto mi impegnassi in tuttaltro campo, al servizio dei cittadini nella sanità pubblica. Tuttavia scrivere, per me, é vitale, divertente, essenziale, un mezzo per esprimere la mia presenza nel mondo e dir la mia. Così dal giornalismo sono passato, per passione e non per lavoro, alla poesia, alla narrativa, ai resoconti, agli appunti ovunque e su tutto, fino alla scoperta del blog. Basta scrivere, appunto, per dire di aver qualcosa da dire alla gente di questo nostro mondo. Fin quando avrò una penna, ci sarò.

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domenica, 24 giugno 2007
Dal buon Francesco, ben piazzato ma cresciuto nell’ovatta d’un mondo interiore “semplificato” il poeta è lusingato [61]

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[ "Il grande albero", di Antonio Fontanesi, Galleria d'arte Ricci Oddi, Piacenza ]

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Avvertenza per lo paziente lettore:

codeste righe venner vergate l’addì 4 dello mese per antonomasia pazzeriello, ove lo rigido generale inverno s’attarda nell’ultime battaglie prima di perder la guerra, lo marzo 2006

 

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Nel lavoro quotidiano il poeta ha l’onere e l’onore d’attendere all’attività di 120 persone poste al servizio dell’esimio cittadino, l’utente della pubblica salute.
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120 tra operatori di centralino, addetti all’accoglienza e informazione, impiegati di sportello, di segreteria, di reparto ospedaliero, di distribuzione referti.
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120 individualità, ciascuno col proprio essere, ciascuno con la propria vita, le proprie storie.
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Francesco è un ragazzo alto, ben piantato, ormai alla soglia dei trentanni, posto al servizio di lavori amministrativi di supporto ai reparti ospedalieri.
.

Alto, ben piantato, cresciuto nell’ovatta d’un mondo interiore “semplificato”.
.

Così, semplicemente, così Francesco è nato.
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Questioni, sostengono le schede in cartella al servizio gestione del personale nelle note dal medico vergate, questioni di standard intellettivo.
.

Un bel dì (addì 8 febbraio 2006, di mercoldì) il grande direttore viene informato che Francesco ha da essere rimproverato: con una borsa grande un sacco è stato visto entrare in ospedale con materiale di cancelleria

da lui medesimo in cartoleria acquistato.
.

Ennò, prego, cerchiamo di non barare!
Il materiale si sa al settore pubblico lo s’ha da sottrarre, non di certo a proprie spese portare!
Così del resto, così fan tutti, così è se vi pare.
.

Ma vede, signor direttore, quel reparto voleva stampare le schede dei pazienti su carta pesante, cartoncino da 120 grammi ed io che non sono intelligente, che non sapevo come fare, io l’ho comprato con i soldi miei”.
Del resto le assicuro, quel reparto ne aveva davvero bisogno, che cosa potevo fare?
Lei lo sa, dice Francesco umile e supplico a fronte del grande importante direttore, io non sono intelligente, io non sapevo che cosa fare.
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Ma caro Francesco, lei e i suoi soldi,
l’Azienda il 27 generosa li paga
affinché li usi per sé,
se del caso per la sua mamma,
ma non certo per gli stampati.

.

La sua mamma di notte piange,
si lamenta se i soldi li spende male,
ci son tante bollette da pagare,
non ha senso spenderli per altri
.”
.

No, non mi dica,
che han bisogno
dei soldi per i loro figli,
gliel’assicuro non sono fatti suoi,
quei soldi vanno in amanti
”.
.

Io lo so caro Francesco
che ci sono mille farabutti,
che ci sono colleghi suoi
che acquistavano audiocassette
e televisori e addirittura videoregistratori
e lasciavano debiti a suo nome,
io lo so caro Francesco che questo mondo
è pieno di avidi squali ,
di squali senza etica senza morale,
che sanno solo subdolamente succhiare
alla fontana della generosità e della
altrui illimitata debolezza.

.

Io lo so caro Francesco della sua bontà,
della sua ben nota disponibilità,
io lo so che dir di no non fa per lei,
che i problemi altrui sono problemi suoi,
ma io non voglio più che si continui
ad approfittare dei soldi suoi

.

Per questo il capo del settore,
con tutte le sue colleghe
per mia apposita disposizione
sono ben attente il giorno del 27
a chi furtivo l’avvicina,
per questo sono attente al ritiro della busta
con i contanti suoi e solo suoi;
perché è incredibile ma
nella grande Azienda
triste verità di grama umanità
tra i tremila e più dipendenti
a trovare non si fa fatica
qualche lurido delinquente,
un gatto zoppo, malandrina volpe,
che approfittano della sua debolezza,
della sua limpida generosità
.”
.

Questo difetto l’abbiamo superato,
anche in accordo con l’amico poliziotto
quel che dalla guardiola
bada bene ai percorsi suoi
.”
.

Ora però lei Francesco caro,
non può superare l’ostacolo
e donare anche addirittura all’Azienda,
si rivolga per cortesia al capo settore
della carta pesante, chieda l’acquisto,
siamo forse ridotti male
ma non ci faccia vergognare
.”
.

Va bene signor direttore, io le chiedo scusa, ora apprendo che l’Azienda non vuole i soldi miei”, dice mortificato Francesco ormai già in piedi con la mano sulla maniglia della porta del loculo dell’abate nell’antico convento ove oggi ha sede l’ufficio del nostro grande importante direttore.
.

Va bene signor direttore e a proposito, sa, io ho acquistato il suo libro
.

Ecco, sorpreso, ammutolito, senza parole.
.

Il direttore sveste la giacca, indossa il maglioncino del giovin poeta di ardite speranze.
.

Ecco, incredibile, uno dei pochi che è andato in libreria, ecco com’è che sugli scaffali della libreria in piazza Duomo il libro pargol del cor è ormai esaurito.
.

Chi avrebbe mai potuto pensare che proprio Francesco avrebbe acquistato?
.

Marco, l’esimio primario no.
.

Francesco ultima ruota del carro, ultimo stadio dei livelli stipendiali, scolarità appena di base, Francesco non ha esitato il libro pargol del cor ad acquistare nonostante il costo non proprio popolare.
.

Non sono abbastanza intelligente per capirle, le sue poesie, ma da una, Terza età, ho capito che anche lei è solo, anche lei circondato da squali.”
.

Così il grande direttore si commuove.
.

Tutto, Terza età, rappresenta tranne quello.
.

Ma poco importa.
.

Francesco così ha percepito ed ha sentito l’anima del grande direttore, l’ha percepito non direttore ma essere umano simile ai problemi suoi ed il grande direttore ne esce sol che onorato.
.

Essere acquistato da Francesco, entrare nel mondo di Francesco, essere ammesso nel mondo ovattato di Francesco, il mondo di un q.i. ben lontano dalla media della norma, il mondo diverso ben lontano dal mondo dove chi conta vale e chi non conta si perde.
.

Così per un istante, ammesso nel mondo marginale, nel mondo ove non conta il denaro, il successo, il punto d’arrivo nella scala sociale, così il poeta è felice.
.

Il libro pargol del cor trasforma l’arida giornata del direttore in una bandiera che scalda un istante della vita semplice di Francesco e scalda il cuore del poeta.
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Il poeta esternato, il poeta accettato, ora è commosso, ora è felice.
.

Nulla più importa dei soldi spesi,
grazie al libro di carta stampata
il poeta la chiave ha trovato
per il cuore della sua gente.
.

Il poeta è commosso.
.

Il direttore invece è mortificato, perché quel libro andava regalato.

.

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[ "Fiori sulla finestra", di Mario Cortiello, www.riccioddi.it ] 

Postato da: claudioarzani a 24/06/2007 13:05 | link | commenti
q-il mondo di francesco

Illustrissimo lo direttore dell’alma bibliotecarum dello paisi di ello comunorum, lo umil poeta supplicante t’invoca [60]

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[ "La chimera". di Vittore Callegari, www.riccioddi.it ]

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Avvertenza per lo paziente lettore:

codeste righe venner vergate l’addì 28 dello mese illuminato dai natali dell’aspirante poeta, cinquantaduesimo vissuto febbraio 2006

 

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Domenica 22 gennaio 2006 Maura Gancitano,
amica virtuale conosciuta
attraverso il sito www.ozoz.it,
pubblica nel web un curioso
articolo sulle avventure editoriali
degli autori di belle speranze cosicché
la “Doctor Arzy poetical rock band” a sua insaputa
si ritrova citata in
www.bombacarta.com/bombasicilia/bs5.doc (pagina 43).
.

Una sortita … esplosiva, una bomba, anzi una Bombacarta che ridà fuoco alle speranze e, ancora dal sito internet, il poeta alla ricerca della quadratura dei conti della lunga avventura, coglie un’altra bella pensata.
.

Segue l’esempio di Smoje, poeta napoletano, pure navigante in ozoz.it.
L’esempio di inviare proposta di acquisto (e di organizzazione evento) alle pubbliche istituzioni locali: esimi ed attenti (si spera) assessori alla cultura e responsabili di biblioteche comunali di dieci importanti realtà territoriali della provincia piacentina ove si svolgono le gesta in versi narrate nel libro pargol del cor.
.

Caro et illustrissimo (anzi, illustrissimissimissimo)
direttore dell’alma bibliotecarum
dello paisi di ello comunorum.
Così inizia la lettera di proposta (e di supplica) con allegate copie di interviste e recensioni ottenute
oltre indice delle poesie raccolte nel libro avverochè gli esimi possano correttamente orientarsi
verso lo acquisto di cento, mille, due milioni di copie
et capillarmente diffonderle nello loro territorio comunale.
.

Insomma, dopo i fasti dei primi mesi, da ottobre a dicembre, quelli dell’uscita del libro, gennaio è il mese del riposo, il riposo del giusto, il riposo del poeta fai da te al limite dello stress.
.

Riposo.
Ovvero meglio, andamento lento.
In realtà pausa con nuova semina.
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Nel silenzio ovattato
dell’aria fattasi gelida in attesa
dei primi copiosi fiocchi d’una stagione
come non si ricordava da venti e più anni,
il poeta ha lasciato scivolare a terra
i semi del suo prossimo venturo destino.
.

E mentre nella notte un inatteso manto bianco arriva a coprire la silente pianura, tra le zolle della terra maturano frutti che chi vivrà vedrà.
.

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[ "Nevicata", di Martino Martini, Galleria d'arte moderna Ricci Oddi, Piacenza ] 

Postato da: claudioarzani a 24/06/2007 12:44 | link | commenti
p-alma magna bibliotecarum

Ormai al limite dello stress il poeta fai da te ma in fondo non son l’oro e l’argento i parametri di riferimento [59]

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[ "L'ufficiale e la signora", di Pietro Pietra, Galleria d'arte Ricci Oddi, Piacenza ]

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Avvertenza per lo paziente lettore:

codeste righe venner vergate l’addì 28 dello mese illuminato dai natali dell’aspirante poeta, cinquantaduesimo vissuto febbraio 2006

 

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Francesco, operaio, di Pontenure.
Compagno di Rita Scaravella, una delle tante colleghe di lavoro che,
non più tardi di un anno fa in lacrime
consumava dolorosa individuale tragedia
ed accusava il buon direttore [del quale ancor sconosciuto era l’animo gentile e la sognante indole poetica]
accusava il buon direttore di inverecondo
mobbing
minacciando di scatenare sindacati e avvocati.
.

Telefona, Francesco, all’esimio direttore ormai più noto in veste di giovin orante poeta.
Consigliere comunale in un paese della provincia, Pontenure, Francesco telefona per verificare l’ipotesi di un nuovo evento nella suggestiva cornice della storica e padronale villa Raggio, praticamente un monumento di fasti d’altri tempi.
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Solo chiacchiere? Fumo senza arrosto?
In primavera si vedrà,
comunque dopo l’appuntamento da Andros [fissato al 27 marzo] in quel della grande metropoli, Milano.
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In realtà Francesco non è una nuova conoscenza: aveva voluto un racconto (“Ma cosa diavolo sta succedendo?”) per farne un cortometraggio per poi
non farne nulla.
.

Del resto, inevitabile: di cento che ne pensi e ne imposti,
son forse dieci quelle che vanno in porto,
destino miserello dell’aspirante artista fai da te
isolato nell’eremo della beata provincia marginale.
.

Senza comunque escludere gratificazioni: sabato 14 gennaio la libreria in piazza duomo finalmente finisce le cinque copie lasciate in conto vendita dalla piccola casa editrice in forma cooperativa.
.

(Canto del poetello di fronte al fatto bello)
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Esulto. In silenzio.
In cuor mio.
Senza far sapere,
senza che il fatto trapeli,
senza che n’abbiano notizia
Edoardo e Fabrizio,
figli impietosi, figli ingenerosi,
portatori d’esosa rivendicazione,
a cadauno 50 soldoni
per due schizzi di copertina
per due schizzi miserelli
neanche fatti d’acquerelli.

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In silenzio, con un fil di voce affinchè nessun se n’avveda, vien chiesto il resoconto dell’editore.
Per, ahinoi, dolor del poeta, trovare una situazione un tanto al metro, di conti non se ne parla, in fondo s’ha da capire, qualche problema in società, l’odioso editor che se n’è andato, il poeta fai da te si trova di mezzo ad una piccola bufera di equilibri anche organizzativi da riassettare.
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Invano vien richiesto un piccolo sforzo per ricontattare il distributore regionale, quello che potrebbe riattivare il canale I.B.S., ovvero gli acquisti via internet: la poesia, dice l’editore, secondo il distributore non tira per cui a nulla serve che alcuni abbiano chiesto copie.
.

Non ci si sposta per poche copie, vitali per l’autore, insignificanti per il distributore abituato a ben altri numeri.
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Soluzione? Utilizzare la vendita diretta tramite la casa editrice con spedizione via plico postale.
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Resta perplesso il buon poetello che s’allontana mesto col suo pesante fardello.
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Ma resta in fondo sereno l’animo: per giudicare l’andamento d’una poetica avventura non son certo le regole dell’arida ragioneria quel che conta!
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Non è la vil moneta che può pagare
i comuni sensi che generano i sentimenti
divisi e condivisi con tanta gente.
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[ "la famiglia del suonatore ambulante", di Gaetano Esposito, www.riccioddi.it ] 

Postato da: claudioarzani a 24/06/2007 12:37 | link | commenti
p-alma magna bibliotecarum

Inserito nel catalogo della biblioteca comunale del paesello natio, ergo poeta nell’eterno infinito, destinazione futuro [58]

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[ "Dopo la pioggia a Chioggia", di Ettore Tito, www.riccioddi.it ]

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Avvertenza per lo paziente lettore:

codeste righe venner vergate l’addì 25 dello mese illuminato dai natali dell’aspirante poeta, cinquantaduesimo vissuto febbraio 2006

 

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Praticamente il viaggio a Milano da Andros il 4 gennaio 2006 segna un confine: la fine della prima fase della vita del libro pargol del cor e la ricerca ipotetica, tutta da inventare, della seconda fase.
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Tra ottobre e dicembre si sono sviluppati i diversi momenti di uscita verso il mondo esterno: i cinque “eventi” di presentazione programmati, la cura e la ricerca della presenza sulla stampa locale, la presenza nelle librerie della provincia.
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Da questo punto in poi si brancola nel buio, ci si muove senza rete, alla ricerca di entrature in ambienti nuovi, non direttamente gestiti.
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Tutto procede molto più all’insegna dell’incertezza e della casualità. Il libro pargol del cor e il suo autore navigano sull’onda dell’ignoto, prua rivolta verso terre sconosciute.
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Eppur [per fortuna] ancor si muove.
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Morale sottintesa: mai disperare.
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Giovedì 5 gennaio2006 nel web, sito ViviPiacenza  viene riportata l’intervista apparsa sulla rivista “Piacentini” e comincio a sospettare di avere qualche compiacente amico che, a mia insaputa, mi dà una mano. Del resto dove puoi mai sperare di andare se amici non hai?
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Amici disinteressati, che credono e ti affiancano nelle tue battaglie, nei tuoi impegni “aperti al mondo intero”.
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Gli amici.
Naturalmente i figli sono invece cosa diversa.
Fabrizio ed Edoardo, autori dei disegni di copertina, venerdi 6 gennaio, giorno della Befana, a tavola presentano il conto e la mettono in moneta: 50,00 euro cadauno. Ne nasce un contenzioso, una disfida familiare, una saga di cappa e spada che durerà settimane, mesi, forse anni.
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Dipende dalle vendite, sentenzio.
Così, all’indomani, tutti in libreria in piazza Duomo: sullo scaffale residua sempre una copia, la copia fatidica della mia temporanea salvezza, mi viene conseguentemente concessa una dilazione.
A data da destinarsi, nelle mie giuste e motivate intenzioni.
Di qualche giorno, secondo i pressanti ingenerosi figli, degni del titolo di avidi befanoni.
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Ancora internet, domenica 8 gennaio, per scoprire che sono in catalogo nel sito del polo delle biblioteche piacentine (una trentina nei diversi paesi della provincia). Con il saggio sulla diffusione di droghe edito nel 1982, presente nella Passerini Landi di Piacenza e a Monticelli d’Ongina, la “capitale dell’aglio” italiana, il paese dove di certo non passerà mai le sue vacanze il Conte Vlad, più noto come Conte Dracula.
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Ma ecco citato anche “E’ severamente proibito”, in catalogo nella biblioteca di Fiorenzuola d’Arda, il paese dei miei natali, il paesello lunga la via Emilia dove son nato. Peccato sia alla categoria “canzoni di soldati” ed io sia indicato come “autore secondario”: appunto come fosse una semplice raccolta di vecchi canti altrui e non un insieme di poesie, canzoni, ballate tutte opera dell’ingegno mio.
Ma comunque quel che conta è la presenza.
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Sono nella biblioteca comunale,
destinazione l’eterno temporale.
Ai posteri il giudizio finale
sull’odierno verseggiare
del sognante poeta.

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[ "Donne al bagno", di Alfredo Soressi, www.riccioddi.it ] 

Postato da: claudioarzani a 24/06/2007 12:26 | link | commenti
p-alma magna bibliotecarum

L’arte è un pozzo irto di trappole, rischi di non riconoscere il pezzo pregiato e di pagare salato il pezzo squalificato [57]

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[ Fausto Chiesa, Bersani di Gropparello, aprile 2007 ]

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Avvertenza per lo paziente lettore:

codeste righe venner vergate l’addì 19 dello mese illuminato dai natali dell’aspirante poeta, cinquantaduesimo vissuto febbraio 2006

 

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“L’arte, caro amico, è un pozzo irto di trappole e la patacca è sempre in agguato. Rischi di non riconoscere il pezzo pregiato e di pagare a caro prezzo il pezzo squalificato.”
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Chi dice cosa sia arte, chi dice quale sia l’arte che vale: attenzione, occhio vigile e attento, il mondo è pieno di mercanti pronti a rifilare la bufala del caso.
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Esaltare pataccari, sopravalutare gente destinata all’oblio: sono lesti ed affabulanti gli imbonitori del pezzo raro made in Taiwan.
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L’arte non è altro che un valore assolutamente opinabile, occorre grande attenzione e, al minimo dubbio, meglio lasciare stare.
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Ma questo ragazzo, questo Andros non è uno qualunque, questo ragazzo
con la sua arte ha talento da vendere.

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Parole di Fausto e Fausto se ne intende, di questo s’è certi.
In casa sua fan bella mostra sulle pareti quadri di primo novecento, statue bronzee di fine ottocento e, di dubbia provenienza (quanto ad ammissibilità legale), un vaso d’origine etrusca.
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Non amo, non mi identifico, dice Fausto, mentre il gallo lancia il suo grido al sole, "non mi riconosco nell’arte moderna e contemporanea".
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"Eppure quell’opera, così carica di significato, sarebbe splendida, in equilibrio tra passato e proiezione futura, sulla parete del mio studio", ribadisce l’esperto Fausto.
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Sì, quel ragazzo, te lo dico io, farà un giorno parlare di sé.”
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Veramente, di quell’Andros e delle sue opere, caro Fausto, già si parla su importanti riviste, su “Arte”, su “Glamour”.
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"Nessuno stupore, caro Claudio".
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Frammenti di conversazione nel mentre,
superata la casa colonica con i suoi orti,
[l’antico casolare contadino conservato
in precario equilibrio nel bel mezzo
della grande moderna metropoli,
Mediolanum, zona Bisceglie]
ritorniamo verso il metrò, destinazione stazione centrale,
dopo il sopraluogo nella “curiosa” galleria di Andros, scoperta attraverso Ozoz, il "luogo d’arte" dove potrebbe essere la tappa milanese del poetical magical mistery tour for a dream, a dream of peace.
.

Abbiamo visitato "Sciorùm", un posto per riflettere.
Nel senso che le pareti, i soffitti, i pavimenti , tutto è rivestito a specchio e, ovunque guardi, inevitabilmente … rifletti.
Simpatico gioco, di specchi e di parole.
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Inventiva.
Come le opere conservate nel sotterraneo, dove è allestita la stanza per la presentazione dei libri e dove, su un tavolo, sono esposti volumi di una minuscola ma combattiva casa editrice, “Alba libri”.
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Andros, artista d’arte moderna, organizzatore d’una galleria che mette a disposizione ("Sciorum", appunto), autore di una raccolta di racconti e di un romanzo, insomma artista poliedrico, ci racconta la semplice storia dell’amico albanese giunto nel BelPaese che, volendo pubblicare, stanco di sentirsi proporre contributi da sborsare, ha deciso di aprire una casa editrice personale.
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Per pubblicare opere di valore senza richiesta di contributo: non per far soldi ma per convinzione editoriale.
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Così ecco una dozzina di titoli in esposizione, racconti, romanzi, poesie con appunto anche due volumi opera di Andros [ e, nota bene, uno lo ritroveremo nella centralissima libreria Rizzoli, in piena Galleria in piazza Duomo ].
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Forse Andros ospiterà la poetical band: gli lasciamo copia del libro pargol del cor con l’avvertenza che non sono liriche anonime, che sono liriche con chiara scelta di campo, quanto ai valori che rappresentano per cui se, come padrone di casa, non volesse far parte dello spirito del libro, tante grazie lo stesso: è stata comunque un’emozione conoscere l’artista e l’uomo Andros.
.

Dunque ce ne andiamo senza sapere come finirà.
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Ma il fiero gallo mexicano dalle penne color del rame
che insieme con
il misterioso gatto nero dal lungo fluente pelo
e dagli occhi verdi e gialli,
il fiero gallo e il minaccioso nero gatto,
uniti nel comune intento, la difesa
d’un angolo di mondo carico di valori,
la antica casa colonica con gli orti di coltura contadina,
la antica casa contadina dal moderno circondata,
sono un segnale degli Dei.
.

Il libro è uno strumento di espressione dell’arte e, grazie al libro pargol del cor, arte incontra arte e questo, per inciso, vale buona fetta dei sacrifici fin qui sopportati dal povero miserello poetello.
.

Ovvero.
.

Commento a margine del primo contatto con un mondo speciale, il mondo dell’arte, il mondo di Andros.
.

 

[ Nota per inciso: un paio di giorni dopo l’incontro
Andros, lette le poesie del libro pargol del cor,
via mail ha confermato
la disponibilità ad ospitare
la "Doctor Arzy poetical rock band in magical mistery tour for a dream, 

a dream of peace"
nella serata concordata, lunedi 27 marzo 2006]

 

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[ "Guidando il gregge", di Francesco Paolo Michetti, www.riccioddi.it ]

Postato da: claudioarzani a 24/06/2007 12:13 | link | commenti
o-gatto in agguato a milano

Antico casolare contadino in piena Milano, fan minaccioso capolino un gallo penne color del rame e gatto nero lungo pelo [56]

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[ "Donna con galline", acquaforte di Antonio Fontanesi, www.riccioddi.it ]

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Avvertenza per lo paziente lettore:

codeste righe venner vergate l’addì 19 dello mese illuminato dai natali dell’aspirante poeta, cinquantaduesimo vissuto febbraio 2006

 

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Un parco,
un’isola nel mezzo di un quartiere della Milano cresciuta negli anni del boom economico,
metropoli orientata alla mittle europa del futuro prossimo venturo.
Prati delimitati da lunghi viali che sembrano quasi ricordare le immense Prospektive di San Pietroburgo, la città cara agli zar.
.

Una Milano che non ti aspetti.
A passeggio tra i campi e gli orti nel cuore di un moderno quartiere della grande metropoli, quartiere sconosciuto, quartiere impensato.
.

In piena città, costeggiamo, con Fausto, il muro di cinta d’un antico casolare contadino (forse Cascina Barocco?).
Lasciate alle spalle le luci dei negozi d’una periferia che è tale perché distante dal centro storico ma che in realtà è città tra le tante città che, unite, ancorché diversissime, formano Milano.
Diretti verso i monumenti alla modernità rappresentati dalla stazione delle corriere e dalla stazione subway, della metropolitana, ormai giunta l’ora del ritorno a casa.
.

Attraversiamo il piccolo parco con tanto di fattoria contadina, testimonianza della coesistenza del passato a vocazione agricola e del futuro dei grandi complessi abitativi orientati allo spazio infinito, quello siderale.
Passato e futuro diversissimi che trovano un sorprendente equilibrio nel presente.
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Costeggiamo il muro di cinta, dove si crogiola al calore del sole un gallo (forse) messicano dal fiero aspetto, con le penne color del rame.
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Gallo guerriero,
fiero del proprio essere libero nell’isola del parco cittadino.
.

Si alza sulle zampe, allarga le ali, nel vederci avvicinare.
Lancia stridulo il suo avvertimento al sole:
badate o voi, incauti pellegrini,
di portar rispetto a ciò che testimonia
d’antiche culture.
.

Monito imperioso e a rafforzare il già greve tono del gallo
giunge un bellissimo gatto nero dal lungo lucente pelo
a far capolino con gli occhi giallo verdi,
a sua volta ad avvertire,
non v’è trippa per chi non sapesse capire.
.

Casa colonica contadina nel centro cittadino, territorio indiano, ipotesi di convivenza tra nazione antica e moderne compassate giacche blu.
.

Segni anormali, segnali fuor di norma,
messaggi dal mondo dell’ignoto magico,
segnali di buon auspicio
per l’evento eventuale prossimo futuro,
lo sbarco della Doctor Arzy poetical band
nella capitale industriale del Regno.
.

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[ "Cascinale", di Mosé Bianchi, Galleria d'arte moderna Ricci Oddi, Piacenza ] 

Postato da: claudioarzani a 24/06/2007 11:54 | link | commenti
o-gatto in agguato a milano

Viaggio all’infinita metropoli alla ricerca dell’Andros, artista gestore di Sciorùm, uno spazio per riflettere [55]

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[ "Ritratto del padre", di Antonio Mancini, Galleria d'arte Ricci Oddi, Piacenza ]

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Avvertenza per lo paziente lettore:

codeste righe venner vergate l’addì 11 dello mese illuminato dai natali dell’aspirante poeta, cinquantaduesimo vissuto febbraio 2006

 

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Venerdi 30 dicembre 2005, in piena notte, apro nel web la pagina di www.ozblogoz.it e leggo di tale Andros che mette a disposizione una sala per presentazione di libri in quel di Milano.
.

Scrivo subito e mi propongo.
Non passano che poche ore ed ecco la risposta,
perché no?
.

Intanto passo in libreria, in piazza Duomo:
del libro pargol del cor resta sullo scaffale una copia soltanto.
.

Novità anche in International Book Shop (I.B.S.): nella scheda del libro appare la scritta “difficilmente reperibile”, indice che la piccola casa editrice in forma cooperativa non è il massimo quanto a capacità di sostegno.
Certo ha inserito il libro in catalogo,
ha tanto di codice ISBN,
è presente in internet ma …
non ha passato il libro al distributore regionale
ed anzi il distributore non vuole libri di poesie.
Dunque sono arrivate diverse richieste ad I.B.S.
(ed altre potrebbero arrivare)
che invano le gira al distributore e quindi giacciono inevase.
.

Un gatto che si morde la coda.
Anzi, un gatto imbecille.
Anzi, diciamo il vero.
Appena fuori dai confini di “casa” la piccola casa editrice in forma cooperativa, vale proprio zero.
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Non che non lo sapessi.
Magari m’aspettavo qualcosina in più.
Ma diciamo che va bene così, la facciamo andare bene così.
.

Della serie comunque un servizio l’ho avuto e per il resto aiutati che il ciel t’aiuta.
Il cielo in questo caso lo chiamiamo Andros.
Meglio.
Lo chiamiamo Ozoz.it, il sito attraverso il quale ho avuto l’opportunità di conoscere Andros e di scoprire quindi, navigando in internet, che la sua sala è una piccola galleria d’arte in periferia nella grande metropoli milanese, che lui stesso è un artista dalle … diciamo curiose ed interessanti performance (come verificato curiosando nel su